Altroquando per The Carousel: Wish you were here . Syd Barrett e i Pink Floyd

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La prima cosa che salta all’occhio scorrendo le pagine dell’albo di Deniotti e Lenci è questo sfondo perennemente rosa, caratteristica che, ovviamente, richiama con esattezza il “rosa” dei Pink Floyd, ma che dona anche la giusta atmosfera psichedelica a tutto il racconto, cosa che non può e non deve mancare in un’opera visuale a loro dedicata com’è questo Wish you were here – Syd Barrett e i Pink Floyd, ultima uscita della collana ROCK delle Edizioni BD, che alla musica hanno sempre riservato uno spazio piuttosto consistente, sia numericamente che qualitativamente.
In realtà per quanto riguarda il disegno, tutto il lavoro di Lenci risulta ottimo. La cosa che più colpisce è la caratterizzazione dei personaggi che, come posso esprimermi: sono uguali agli originali ma non gli assomigliano per niente, nel senso che lo stile di Lenci è tutt’altro che fotografico o iperrealista, ma le caratteristiche somatiche e gestuali dei “Floyd” sono colte perfettamente dall’autore e rendono immediatamente riconoscibili i protagonisti.

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Danilo Deninotti invece sembra essere attratto dai grandi talenti autodistruttivi del mondo della musica: questo è il secondo fumetto musicale che ha sceneggiato dopo Kurt Cobain – “Quando ero un alieno” –  ma mentre il primo seguiva “Kurt” prima del successo, questo nuovo lavoro racconta anche cosa succede dopo, quando ormai i Pink Floyd sono diventati star internazionali.
La scrittura è semplice e d’impatto, la storia si dipana bene tra le tavole di Lenci e il connubio tra le immagini e le parole funziona.
E qui arriviamo alla domanda finale: ha senso oggi pubblicare un fumetto sull’epopea floydiana di cui tutti ormai conoscono anche i retroscena più insoliti?
Per chi scrive la risposta è decisamente affermativa e il motivo è tutto nella semiotica del fumetto: la possibilità cioè di godere di una storia che conosciamo bene ma sfruttando tutte le opportunità di una lettura differente, ovvero la narrazione delle parole immerse nella successione delle immagini, che ci fanno viaggiare e allo stesso tempo permettono di soffermarci su aspetti particolari che con altri supporti non potremmo cogliere. Le immagini completano il racconto che completa le immagini.
Il resto è storia: Syd Barrett in un paio d’anni cambia per sempre – non solo –  la musica rock,  ma la sua personalità complicata (ipotesi di sindrome di Asperger per lui) e l’abuso di droghe lo rendono inabile alle esibizioni in pubblico e incostante nella produzione in studio, incrinando il rapporto con la band fino al suo definitivo allontanamento.
Il punto di vista del racconto è sempre piuttosto equilibrato: si, è Syd il vero protagonista della storia, ma il resto dei Pink Floyd non passa mai per quei cattivoni che hanno lasciato il diamante pazzo per raggiungere il successo.
Syd semplicemente, da un certo momento in poi, non era più qui.
Non era più su questa terra…

Wish you were here . Syd Barrett e i Pink Floyd | Danilo Deninotti e Luca Lenci | Edizioni BD | 96 pagine | €13,90