Quando si vanno a toccare icone inarrivabili della storia della musica si sa, il rischio di un fallimento è sempre dietro l’angolo. Non è certo questo il caso, anzi: l’opera di Richard Kleist non fa altro che stimolare la memoria e farci venir voglia di andare a rispolverare i tanti, grandissimi dischi che Johnny Cash ci ha regalato in cinquant’anni di inarrivabile carriera.

Il tedesco Richard Kleist è uno dei più importanti biografi a fumetti d’europa (“Il Pugile”, ovvero la storia di Harry Haft o “Castro”, biografia del Lider Maximo), e il livello del suo lavoro con Johnny Cash resta altissimo.

Dall’infanzia con la famiglia nei campi di cotone al successo leggendario, dalla forte spiritualità cristiana alla costante dipendenza da anfetamine, dall’amico storpio che lo spinse ad imbracciare la chitarra per la prima volta alla rinascita artistica con la collaborazione del guru Rick Rubin, la vita e la carriera di Cash sono qui rappresentate in tutte le loro forme, un continuo sali e scendi professionale e personale: tutte le contraddizioni del Man in Black vengono tratteggiate dall’autore, ma anche la sua incredibile umanità. Su una cosa Johnny Cash è sempre stato coerente con se stesso e con ciò che predicava: la sua costante vicinanza con tutti i loser d’America. I carcerati, i lavoratori sfruttati, gli emarginati. Questo era il vero popolo di Cash, coloro che lo hanno reso immortale e a cui lui ha dato tanto, molto più di altri.



I concerti a Folsom prison e a San Quentin non hanno nulla a che vedere con la retorica di tante manifestazioni di solidarietà che vediamo mettere in scena dalle celebrità, che scesi dal palco, dopo essersi commossi al momento giusto e quel tanto che basta, risalgono sul loro jet privato a contemplare le loro spropositate ricchezze.
Johnny Cash era uno di loro, Johnny Cash conosceva il carcere (era stato arrestato più volte) e scriveva del carcere come ogni detenuto avrebbe voluto fare, e questo è sicuramente uno degli aspetti più riusciti dell’opera di Kleist, uno dei lati messi meglio a fuoco dall’autore.
A pochi giorni dall’anniversario della nascita la “Bao”, con la solita qualità che contraddistingue le sue pubblicazioni, ci regala una nuova edizione di Cash – I see a darkness – in versione aggiornata e corretta e arricchita da un’appendice di bellissime tavole a colori di Richard Kleist.
Personalmente sfogliando il volume non ho potuto fare a meno di andarmi a risentire i pezzi che troviamo nel fumetto, canzoni che l’autore illustra con maestria e con questi toni di grigio che evidenziano il mood delle opere di Cash e, ri-ascoltando pezzi così lontani nel tempo l’uno dall’altro, non ho potuto che apprezzare ancora una volta l’universalità dei suoi testi, la profondità della sua voce e la versatilità della sua musica, dalla tradizione folk e country americana alla rilettura di pezzi contemporanei, a cui lui riusciva ad incollare in maniera indelebile il suo stile, rendendo tutto ancora più dark e profondo.
La meravigliosa One degli U2, certo, ma andatevi a rivedere e a risentire il video-testamento di Hurt dei Nine Inch Nails: un capolavoro inarrivabile.


Cash – I see a darkness || Richard Kleist || Bao publishing || 224 pagine || €19,00